Visualizzazione post con etichetta Rewind. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rewind. Mostra tutti i post

sabato 28 ottobre 2006

Rewind III : 18 Febbraio

Ancora sono qua, si lo so non ti sei accorta, aspetto di vederti, col cuore sempre in gola, non mi esce mezza parola. Passa ancora tempo, sta per scadere, me ne rendo conto, ma non trovo mai il momento e in te non vedo passione, sarà solo il riflesso di un vecchio amore. Resto ancora qua, a guardare il vetro sporco, piange il mio riflesso ma non lascia traccia: un'alibi di ferro. Passano sempre i giorni, il rito si rinnova, la natura mia scherza: lega la mia lingua; di me non saprai nulla.
Intanto ho perso un dente, nell'attesa di chiamarti; ormai sei lontana: ricordi anche solo una parola? Resta il mio fantasma, ricordo muto e senza storia, da qualche parte dentro...si da quella parte...dentro te. Continuo a riempir fogli, con le ombre dei tuoi occhi, non ci sono ricordi da potere raccontar. Non ho voglia di parlare, solo voglia di dormire, non pensare al mio silenzio, lasciar crescere il rimpianto.

mercoledì 25 ottobre 2006

Rewind II: Call And Response

Scriverai anche quando non sarà successo nulla? Sì. Scriverai anche quando i giorni passeranno identici e vuoti? Sì. Di cosa scriverai quando ti sembrerà che le ultime ore siano state solo un guardare attonito un muro bianco? Scriverò di quanta calma ne ho ricevuto e di come un muro bianco, se non è attraversato da ombre può diventare una distesa infinita di cielo. E che altro poi? Allora scirverò della pace che trovo in me e della cadenza perfetta dei battiti delle mie ciglia, che mi indicano allo stesso modo di quelli del cuore, il ritmo lento del mio vivere. Sono momenti puri perchè privi di interferenze, lunghi momenti, situazioni in cui non recito nessuna parte perchè non c'è spettatore che guarda, non c'è folla che osserva curiosa. Ma ti ascolti quando parli? Lì, dove si rivela la mia vera natura e vedo il mio vero me stesso specchiarsi nelle azioni che compie trascinandosi la sua pigrizia e combattendo le isterie, le frenesie, le febbri dell'illusione. Non c'è nient'altro? Cominci a diventare noioso. A quel punto scriverò qualcosa di patetico. Perchè qualcosa di patetico? Per avere pietà e rispetto di me. Non capisco. Pietà per quando il morale sarà basso e l'autoanalisi si farà pericolosa, colpendomi forte cercando di mettermi al tappeto; rispetto per quando la battaglia sarà finita e andrò a testa alta sorridendo pensando alla persona che sono e momento che è passato. In qualche modo orgoglioso di me. Dici sempre le stesse cose, lo sai? Sì, ne sono consapevole. E ora come ora sei patetico o orgoglioso? Non ho umore, preferisco guardare le cose, eeguire i compiti. Navigare a vista su un mare senza vento: l'importante è non perdere di vista l'abbraccio sicuro del golfo, il conforto della costa. Avanti sentiamo questa cosa patetica. Era tutto quello che ho appena detto. Lo riconosco è veramente penoso il modo in cui parli. Complimenti. Grazie mille.

lunedì 23 ottobre 2006

Rewind: Materiale di risulta non postato

Vorrei tornare ad oggi pomeriggio, o forse a quello di ieri. Ma se decido di giocare a questo gioco allora riparto direttamente dal via. Eviterò di mostrarmi ridicolo celebrando una quanto mai fantomatica rinascita mia sotto nuovo e più determinate spoglie. Mi piacerebbe però tornare qualche ora indietro. Solo qualche ora. Non che questa sia stata la giornata più importante della mia vita, ci mancherebbe...(ed è inutile che io ora mi chieda quale invece lo sia stata). Se non avessi avuto il capriccio e l'intenzione di dedicargli queste poche righe domani non ne avrei già più ricordo. Ne sono certo. Però preferisco tornare a questo pomeriggio piuttosto che alla settimana scorsa per le sensazioni che ho sentito accompagnarmi fin dalla stessa mattina di oggi. La pace. Un sentimento di calma, un vento di immobilità eppure fragrante di vita. Ogni gesto misurato, le reazioni composte; proprio come si comportano le persone quando smettono di essere immature. Oggi poteva essere un giorno come un altro ed in effetti lo è: non mi segnerò nemmeno la data. Eppure c'è qualcsoa che lo ha reso diverso, qualcosa che sento ancora qui, concreta. Forse una ruga di saggezza sulla fronte o una lacrima di sapienza negli occhi. O forse più semplicemente oggi ho avuto riguardo di me. Mi sono voluto bene guardando lontano, in alto, sopra le teste e passeggiando da solo. Così, senza sentire il dovere di chiedere di qualcuno o di dover fare qualcosa. Solo con me stesso e notare la coscienza silenziosa per la prima volta dopo tanto tempo. Niente processi, niente accuse nè giustificazioni...libera la mente, guarda che bel cielo pieno di gocce di pioggia...non ti rende felice sapere che stai andando senza aiuto?

(tutto questo lo pensavo un pomeriggio di quasi un mese fa e ritrovo il foglio solo ora: l'ho messo qui come tutto il resto solo perchè sono disordinato. Seguiranno altre puntate da recuperare. Saluti a chi passa di qui e riesce a leggere i post fino alla fine senza addormentarsi o mandarmi a quel paese).