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lunedì 19 febbraio 2007

Neutro

- Parliamo
- Non ora
- Ti fermi
- Non posso
- Guarda qui
- Ho da fare
- Leggi solo questo
- Devo cercare qualcos'altro
- Di questo che ne pensi
- Quello che pensano tutti
- Lasciami due righe allora
- Non ho proprio tempo
- Non ne hai per queste cose
- Forse dovrei dirti una bugia
- Ci sono cose più importanti
- Ci sono sempre cose più importanti
- Cosa devo pensare di te
- Non ti ho chiesto nulla
- Risposta avvilente
- Vedi di non scordartela
- Non ti importa?
- Piuttosto complicato, mi stanca
- Ora devi andare
- Ora devo proprio andare, tu non vai?
- Forse dovrei
- Forse mi mancherai
- Mi sostituirai
- Posso sempre migliorarmi

sabato 2 dicembre 2006

L'Anonimo risponde

UMTS ha detto... (ovvero L.)
Senti, che per caso ti andrebbe di conoscere il mio capo... così magari fai lo stesso discorsetto anche a lui e gli proponi di darmi orari lavorativi meno stressanti...


L'Anonimo raccoglie il disperato grido di aiuto di una giovane lavoratrice sfuttata, con orari massacranti, colleghi dai nomi improbabili o specialisti del sudoku come compagni di turno e altre varie disumanità. L'Anonimo si rammarica venendo a conoscenza di questo triste scenario lavorativo, nonchè di questa triste storia di miseria sociale, e colmo di amarezza sfida il potente di turno, il capo di L.
Raggiunge senza fretta l'edificio dell'ingiustizia (già noto ai fedelissimi di questo blog come TIC System), questo luogo dove le masse stacanoviste degli specialisti della telecomunicazione vengono privati dei loro inalienabili diritti, luogo inumano di detenzione salariata degli artigiani della connessione remota (di quelle fatte a mano, come si faceva una volta), questo luogo catalizzatore di gente dal nome uguale al mio (vedi sempre il post di prima). Insomma, L'Anonimo entra in questo ufficio dell'Amenità, dove l'Ingiustizia la fa da padrone e dove il padrone lo fa un tizio di nome S. Un nome prepotente, garantisco io. Il nostro paladino, ormai professionista del mestiere, entra con passo deciso contenendo a malapena il disgusto per il quadro desolante che vede intorno a sè: giovani intraprendenti costretti a lavorare per l'Inguistizia, prevaricati nelle loro iniziative, umiliati nelle loro postazioni da capi bassi e pelati. Alcuni sono addirittura accusati ingiustamente di puzzare e messi alla berlina. L'Anonimo non può sopportare. Resiste allo sgomento, aggira il desk di accoglienza simulando lo sgurdo fiero e al contempo rilassato di chi non ha nulla da temere, passando per uno qualsiasi dei disperati che lavorano lì. Punta dritto e sicuro verso la porta di S., il datore di lavoro di L.

L'Anonimo apre la porta. Il datore di lavoro di L. alza lo sguardo dai fogli che sta compilando ma non dice una parola. LAnonimo entra, si siede e inizia un enigmatico gioco di sguardi con il datore di lavoro di L., sfida di cui purtroppo il testo scritto non può dare opportuna descrizione tanta la forza e il magnetismo presente in quel momento tra i due duellanti. Il datore di lavoro di L. prova a dire qualcosa.


Il datore di lavoro di L. (quasi muto): mh....

L'Anonimo (serio): Lei sa perchè sono qui vero?

I.D.D.L.D.L. (sempre indifferente): No.

L'Anonimo (cominciando a scaldarsi): Male...male...molto male caro amico....

I.D.D.L.D.L. (sempre calmo): Come posso esserle utile?

L'Anonimo (sorpreso): Come? Come può essermi utile? Che fa mi prende in giro?

I.D.D.L.D.L. (mite): Ma no ci mancherebbe si figuri..prego...miscusi...mi esponga pure il suo problema...

L'Anonimo (fermo): Primo...non sono io ad avere un problema...il problema è sicuramente il suo.... e secondo se non ha ancora capito di cosa sto parlando...beh allora lei è veramente una persona vile che non ama ammettere le proprio responsabilità e non ha il coraggio di riconoscere il suo fallimento professionale e la sua bieca coscienza votata solo al profitto e allo sfruttamento delle risorse umane di questa azienda.

I.D.D.L.D.L. (ingenuo): Guardi che io proprio non capisco di cosa stia parlando...si spieghi la prego....e poi per favore non mi insulti..la prego con calma vedrà che risolviamo...

L'Anonimo (irritato): Ma tu guarda questo! (batte le mani e guarda verso l'alto)....vuole anche negare l'evidenza...vuole giocare a fare il finto tonto...bene...vuole chiarezza e allora facciamo chiarezza...

I.D.D.L.D.L. (imperturbabile): Avanti avanti, mi dica tutto, sarò felice di aiutarla...

L'Anonimo (snob): Le comunico che il suo atteggiamento ipocrita non aiuta la nostra conversazione...questo suo modo di fare finto-accomodante è davvero di pessimo gusto...può francamente risparmiarsi tutte queste moine...Signor-la-prego-mi-dica-tutto-sarò-felice-di-aiutarla...Umpf..chi crede di incantare con quest'aura serafica...cerca solo di distrarmi...di gettare fumo nei miei occhi... Mr Prepotenza...Mr Ingiustizia...(gesticola in modo plateale)

I.D.D.L.D.L. (mite): francamente continuo a non capire...ma prego parli pure mi scusi se l'ho interrotta...

L'Anonimo (in totale trans-agonistica):...Mr So-Tutto-Io....Qui comando io...tu mi fai quello che dico io...lei è una persona diabolica..è un capo perverso e crudele verso i suoi sottoposti...lei è una merdaccia, si vergogni...

I.D.D.L.D.L. (mansueto): forse si ha ragione lei.

L'Anonimo (totalmente inalberato): Certo che ho ragione io! Vuol forse negare i turni disumani a cui costringe la mia amica L.? Vuol forse negare che con questi particolari orari di lavoro lei fa di tutto per impedirle di essere felice? E avrebbe anche il coraggio di dire che lei non è minimamente responsabile delle persone che devono dividere il turno con la mia amica?...Ma per favore...(ridacchia quasi isterico..)...adesso mi viene a dire che sicuramente lui non c'entra nulla...che lui esegue solo gli ordini...che non può fare altrimenti...che ci sono delle gerarchie da rispettare...che il mondo del lavoro è quello che è..che bisogna essere flessibili...

I.D.D.L.D.L. (sempre calmo): ma veramente io...

L'Anonimo (totalmente distaccato dalla realtà): LEI É UN QUALUNQUISTA! LEI É UNO SFRUTTATORE! LEI É UN CIARLATANO!

I.D.D.L.D.L. (candido): si ha ragione lei....ora si calmi...ecco prenda un bicchier d'acqua...su da bravo..buon uomo si calmi...

L'Anonimo (ridotto ad uno squilibrato): Non voglio la sua acqua Ingiusta! Non so cosa farmene della sua Prepotente acqua! Voglio qui! Ora! Adesso! Una risposta chiara! Cambierà i turni della mia amica L.?

I.D.D.L.D.L. : No.

L'Anonimo (di nuovo sereno): Fa niente, io ci ho provato. Arrivederci e grazie.

I.D.D.L.D.L. : Arrivederci. Prima di andare...vuole un dolcetto? (indicando un piccolo cestino pieno di dolci sulla scrivania)

L'Anonimo (servendosi): Sì grazie...mmh... sembrano buoni... (chomp chomp)...mandorle?

lunedì 27 novembre 2006

E grazie all'ispirazione

L'Anonimo si aggira per i corridoi con passo sicuro...legge una targhetta ma sa già dove si trova l'ufficio che gli interessa...per educazione rivolge un saluto alla segretaria che, prontamente, cerca di trattenerlo dicendo che in questo momento non può essere ricevuto.

L'Anonimo (stizzito): Io non faccio anticamera!

Entra deciso e si chiude svelto la porta alle spalle. Il nome sulla porta è inequivocabile: Magnifico Rettore Prof. V. L.

L'Anonimo (bonario): Carissimo V. come andiamo (pacca sulla spalla)...

Magnifico Rettore Prof. V. L.(incredulo): Ohhh carissimo L'Anonimo....come stai? Ma è una vita...da quella vol-

L'Anonimo(calmo): Si certo V. ....come potrei mai dimenticarmi quella volta...ce la siamo davvero vista brutta....

M.R.P.V.L. (rabbuiato): Già....sapessi quanto manca anche a me il povero Carletto.....

L'Anonimo (disteso): Su dai V....non chiuderti nel passato...devi fartene una ragione è passato tanto di quel tempo...e poi lui ora è veramente felice

M.R.P.V.L. (sconsolato): Sob

L'Anonimo(dolce): Ma che cos'è questo faccino triste? Dai fammi un bel sorriso..

Il Magnifico Rettore fa un sorriso con gli occhi lucidi

M.R.P.V.L. (ridestato): Cosa ti porta qui vecchio caro amico? Siediti pure (indicando una sedia)...vuoi un caffè?

L'Anonimo (serio): Si grazie...

M.R.P.V.L (pigiando sull'interfono): Signorina ci porti due caffè...tu L'Anonimo sempre amaro (L'Anonimo annuisce)...si due caffè amari...

M.R.P.V.L (di nuovo verso L'Anonimo): I caffè arrivano subito, cosa posso fare per te?

L'Anonimo (scuro in viso): V....devo essere franco...sono davvero deluso di te

M.R.P.V.L. (stupito): Come è possibile?! Cosa è che ho fatto di sbagliato?

L'Anonimo (fermo): Io capisco che tu abbia un sacco di responsabilità..il rettorato..le lezioni...la presidenza...ma io una cosa semplice ti avevo chiesto..una cosa tanto semplice...

M.R.P.V.L (ancora più incredulo): Ma...ma...non capisco...non ho ricevuto nessuna tua comunicazione...non so...forse la segretaria avrà perso la tua lettera...

L'Anonimo(severo): V. non dare la colpa agli altri! Questo vizio di non assumerti le tue responsabilità ce l'hai sempre avuto...

M.R.P.V.L (mortificato): Scusa (china il capo)

L'Anonimo (si alza in piedi): Io pensavo che noi due fossimo amici...amici veri...amici che si aiutano fin dove possono..amici che la Storia ha messo insieme per compiere qualcosa di grande...amici che vivranno sempre nel ricordo del buon Carletto...e tu...tu..V...puoi ancora dire di essere mio amico??

M.R.P.V.L (guarda verso il basso): .....

L'Anonimo (intimidatorio): Io credevo di sì...vengo al dunque...come ti avevo già scritto nella mia lettera che tu dici di avere perso...(ammicca)..qui da te studia una ragazza a cui io tengo molto e che vorrei non si affaticasse troppo la mattina...

M.R.P.V.L (attonito) : Ma....

L'Anonimo (perentorio): Non interrompermi! Io non l'ho fatto!

M.R.P.V.L (mortificato): Scusa (china di nuovo il capo)

L'Anonimo (soddisfatto): Bene...questa ragazza ti dicevo...la sera è spesso impegnata con me....non essere malizioso V. o ti strappo uno orecchio....quindi...come già ti avevo chiesto.....dovresti spostarmi le lezioni del mattino ad un orario a Lei più consono.

M.R.P.V.L (confuso): Ma....ma...non so se è possibile..io....

L'Anonimo (urlando): Io! Io! Io! Sempre e solo a te stesso pensi, V.! Lo sai cosa sei eh dì un po, lo sai cosa sei diventato? Un'egosita!!! Ecco cosa sei...pensi solo a te...alla tua carriera..alla tua reputazione....

M.R.P.V.L
(distrutto): Hai ragione..(con un filo di voce) scusa di nuovo...

L'Anonimo (guardando verso l'alto): Se solo ci fosse ancora il buon Carletto...di certo non ti comporteresti così...ah quanto dolore che gli stai procurando...il caro vecchio Carletto...quanto ti voleva bene....

M.R.P.V.L (piangendo): Basta ti prego!!!....Sono diventato un mostro hai ragione!!!! Farò tutto quello che vuoi buahahah!!!

L'Anonimo (tronfio): Bene bene V....vedo che cominci a capire...allora ci posso contare per questa cosa?

M.R.P.V.L (devastato dai singhiozzi): Shi...shi...(tira su col naso)...non ti preoccupare...sich...penso a tutto io...non ti preoccupare...

L'Anonimo (preoccupato): E se i docenti ti fanno storie?

M.R.P.V.L (migliorando d'umore): Non ti preoccupare non ti preoccupare..con loro me la vedo io....

L'Anonimo (orgoglioso): E bravo il mio V.ino! (stropicciandogli le guance) Bravo lui! Che fa il cattivone coi professori e invece hai il cuore tenero tu! Bravo! (schiaffetto) Bravo! (schiaffetto) Bravo! (schiaffetto).

M.R.P.V.L (abbozzando un sorriso): Eh...se solo ci fosse ancora Carletto....

L'Anonimo (sorridendo): Ho una sorpresa per te V.ino...guarda un po chi ti è venuto a trovare???

L'Anonimo sfila dalla tasca un calzino arrotolato e se lo infila sulla mano, chiude le dita a becco e comincia a fare una vocina stridula.

- Ciao V. Ciao V. Sono il tuo amico Carletto...mi sei mancato V. mi sei mancato V.

M.R.P.V.L (sprizzante gioia): CARLETTO!!!!!! MA ALLORA NON SEI MORTO!!!! CARLETTO CARLETTO CARLETTO!!!!

Il Magnifico Rettore saltella sulla poltrona battendo le mani per l'enorme contentezza e continuando a chiamare il nome dell'amico.
L'Anonimocon gesto rapido sfila il calzino dalla sua mano e lo infila su quella del Rettore, senza peraltro che a quest'ultimo sia sembrato strano. Il Rettore continua imperterrito a parlare col calzino simulando le risposte. L'Anonimo silenziosamente scivola fino alla porta e in un istante si dilegua.


La segretaria lo raggiunge in corridoio col suo caffè.

L'Anonimo
(presuntuoso): Se lo beva lei. A me amaro fa schifo!