sabato 28 ottobre 2006

Rewind III : 18 Febbraio

Ancora sono qua, si lo so non ti sei accorta, aspetto di vederti, col cuore sempre in gola, non mi esce mezza parola. Passa ancora tempo, sta per scadere, me ne rendo conto, ma non trovo mai il momento e in te non vedo passione, sarà solo il riflesso di un vecchio amore. Resto ancora qua, a guardare il vetro sporco, piange il mio riflesso ma non lascia traccia: un'alibi di ferro. Passano sempre i giorni, il rito si rinnova, la natura mia scherza: lega la mia lingua; di me non saprai nulla.
Intanto ho perso un dente, nell'attesa di chiamarti; ormai sei lontana: ricordi anche solo una parola? Resta il mio fantasma, ricordo muto e senza storia, da qualche parte dentro...si da quella parte...dentro te. Continuo a riempir fogli, con le ombre dei tuoi occhi, non ci sono ricordi da potere raccontar. Non ho voglia di parlare, solo voglia di dormire, non pensare al mio silenzio, lasciar crescere il rimpianto.

venerdì 27 ottobre 2006

Continuo a comprare libri, ma questa volta non c'è stato nulla di storto nell'acquisto. Continuo a comprare libri; questo è il fatto, innegabile, che vale come scontrino fiscale. Continuo ad accumulare pagine su pagine e sono sincero se mi dico che non sono acquisti puramente occasionali, che non sto comperando per l'ossessione di avere, per l'ansia di accumulare, per il piacere ambidestro del possesso: li compero per un bisogno mai così puro di sapere, per la voglia quasi infantile di sporcarmi le mani con tutto quell'inchiostro. Sperando così che di trovarlo ancora umido; tanto il calore con cui li sfoglio che vorrei mi si sciogliessero davanti: immagino così, per gioco, ad occhi aperti, ed ecco, le parole e le frasi intere cominciano a tremare per poi danzare sul loro posto, felici di piroette e di svolazzi, volteggiano per il foglio fino ad incanalarsi, a forma di imbuto, verso l'impugnatura e dal centro da sopra da sotto scivolano nelle mie mani ed io, finalmente, libero e potente getto questa acqua nera, di storia e di passione, di lettere a migliaia, sul mio viso assetato di emozione. Luce. Rinfrancato appagato e improvvisamente sveglio, quasi accecato dalle idee di persone sceltissime o anche no che per secoli hanno scritto affidando le loro epoche al narrare muto della carta. Capisco che per me un libro, sopratutto ora, è un amico. E mi scorrazza - mi sollazza si confida mi ispira - respira nuota e mai annega - e si confida e mi porta via con sè; io con lui - che non esco mai - volo via, un mondo più in là - pronto a guerreggiare ad osservare a nascere ad onorare ad infierire - insomma - a mischiare il mio naso tra milioni di altri nasi, tra milioni di altre storie. Mi ritrovo con un fine settimana alle porte e qualche migliaio di pagine scritte, tutte comprate una sull'altra - tutte a caro prezzo e senza nessun senso di colpa. Mi ritrovo con la mia barricata di carta tenuta su dall'inchiostro che si secca; in questa solida fortezza di immaginazione. Mi preparò così a questa guerra settimanale tra ciò che è giusto per me e ciò che dovrei fare come gli altri. Non resta altro che scavare trincea nel solco bianco tra due righe e da lì attuare la mia divertita resistenza.

Saluti

mercoledì 25 ottobre 2006

Rewind II: Call And Response

Scriverai anche quando non sarà successo nulla? Sì. Scriverai anche quando i giorni passeranno identici e vuoti? Sì. Di cosa scriverai quando ti sembrerà che le ultime ore siano state solo un guardare attonito un muro bianco? Scriverò di quanta calma ne ho ricevuto e di come un muro bianco, se non è attraversato da ombre può diventare una distesa infinita di cielo. E che altro poi? Allora scirverò della pace che trovo in me e della cadenza perfetta dei battiti delle mie ciglia, che mi indicano allo stesso modo di quelli del cuore, il ritmo lento del mio vivere. Sono momenti puri perchè privi di interferenze, lunghi momenti, situazioni in cui non recito nessuna parte perchè non c'è spettatore che guarda, non c'è folla che osserva curiosa. Ma ti ascolti quando parli? Lì, dove si rivela la mia vera natura e vedo il mio vero me stesso specchiarsi nelle azioni che compie trascinandosi la sua pigrizia e combattendo le isterie, le frenesie, le febbri dell'illusione. Non c'è nient'altro? Cominci a diventare noioso. A quel punto scriverò qualcosa di patetico. Perchè qualcosa di patetico? Per avere pietà e rispetto di me. Non capisco. Pietà per quando il morale sarà basso e l'autoanalisi si farà pericolosa, colpendomi forte cercando di mettermi al tappeto; rispetto per quando la battaglia sarà finita e andrò a testa alta sorridendo pensando alla persona che sono e momento che è passato. In qualche modo orgoglioso di me. Dici sempre le stesse cose, lo sai? Sì, ne sono consapevole. E ora come ora sei patetico o orgoglioso? Non ho umore, preferisco guardare le cose, eeguire i compiti. Navigare a vista su un mare senza vento: l'importante è non perdere di vista l'abbraccio sicuro del golfo, il conforto della costa. Avanti sentiamo questa cosa patetica. Era tutto quello che ho appena detto. Lo riconosco è veramente penoso il modo in cui parli. Complimenti. Grazie mille.

martedì 24 ottobre 2006

Composizione 2003


In fin dei conti io mi sono fatto il blog solo per mettere online i miei disegni e farli vedere un po in giro. Che poi i disegni siano incomprensibili proprio come quello che scrivo, beh, questo è perchè sono un maestro della paranoia.

Saluti

lunedì 23 ottobre 2006

Rewind: Materiale di risulta non postato

Vorrei tornare ad oggi pomeriggio, o forse a quello di ieri. Ma se decido di giocare a questo gioco allora riparto direttamente dal via. Eviterò di mostrarmi ridicolo celebrando una quanto mai fantomatica rinascita mia sotto nuovo e più determinate spoglie. Mi piacerebbe però tornare qualche ora indietro. Solo qualche ora. Non che questa sia stata la giornata più importante della mia vita, ci mancherebbe...(ed è inutile che io ora mi chieda quale invece lo sia stata). Se non avessi avuto il capriccio e l'intenzione di dedicargli queste poche righe domani non ne avrei già più ricordo. Ne sono certo. Però preferisco tornare a questo pomeriggio piuttosto che alla settimana scorsa per le sensazioni che ho sentito accompagnarmi fin dalla stessa mattina di oggi. La pace. Un sentimento di calma, un vento di immobilità eppure fragrante di vita. Ogni gesto misurato, le reazioni composte; proprio come si comportano le persone quando smettono di essere immature. Oggi poteva essere un giorno come un altro ed in effetti lo è: non mi segnerò nemmeno la data. Eppure c'è qualcsoa che lo ha reso diverso, qualcosa che sento ancora qui, concreta. Forse una ruga di saggezza sulla fronte o una lacrima di sapienza negli occhi. O forse più semplicemente oggi ho avuto riguardo di me. Mi sono voluto bene guardando lontano, in alto, sopra le teste e passeggiando da solo. Così, senza sentire il dovere di chiedere di qualcuno o di dover fare qualcosa. Solo con me stesso e notare la coscienza silenziosa per la prima volta dopo tanto tempo. Niente processi, niente accuse nè giustificazioni...libera la mente, guarda che bel cielo pieno di gocce di pioggia...non ti rende felice sapere che stai andando senza aiuto?

(tutto questo lo pensavo un pomeriggio di quasi un mese fa e ritrovo il foglio solo ora: l'ho messo qui come tutto il resto solo perchè sono disordinato. Seguiranno altre puntate da recuperare. Saluti a chi passa di qui e riesce a leggere i post fino alla fine senza addormentarsi o mandarmi a quel paese).

venerdì 20 ottobre 2006

L'Anonimo Vs L'Omonimo


L'ANONIMO
L'Anonimo ha un nome comune e un cognome meridionale, eppure al di fuori del paese del padre non ha mai incontrato nessuno che si chiamasse come lui. Eppure.
L'Anonimo manda il suo curriculum ad una sua amica, gli ha detto che dove lavora, TIC System, cercano qualcuno da assumere: lei manda il curriculum in questione all'ufficio delle risorse umane.
Viene assunto qualcun'altro.
L'Anonimo se ne fa una ragione.
Passano due giorni e il tizio neo assunto rinuncia.
L'Anonimo torna prepotentemente in lizza per l'impiego.

L'OMONIMO

L'Omonimo si sveglia, si mangia una sfogliatella, beve il suo caffè, ringrazia San Gennaro e invia il suo curriculum alla TIC perchè non ha un cavolo da fare e il suo lavoro è cercare lavoro e poi... il Napoli ha giocato la sera prima e lui oggi ha la testa libera. Si beve un altro caffè e se ne fotte.

EPILOGO

Passano alcuni giorni: L'Anonimo riceve informazioni. Alla TIC risulta che egli lavora già per loro.
L'Anonimo non capisce, da lì a breve gli spiegano cosa è successo: la TIC ha appena assunto L'Omonimo per un altro progetto. Vedendo lo stesso nome e cognome anche sul mio curriculum i selezionatori pensano che questo appartenga al neo assunto. Buttano il mio cv. Viene assunta una terza persona.

Sipario

mercoledì 18 ottobre 2006

ma tu a vedere capossela alla notte bianca ci sei andata che non te l'ho mai chiesto?
purtroppo no
(nel frattempo sono pure scesa a comprare le sigarette)

allora meriti l'infelicità :)
lo so nn me lo dire
motivo per cui non ci sei andata?
ero in abruzzo e nn potevo tornare a roma
e l'abruzzo non è bruciato per la colpa e la vergogna?
quasi
non è andato in autocombustione?
ho rosicato come mai nella mia vita
ora sai che tutta la tua infelicità proviene dal fatto che non ci sei stata
eh si
figurati che io ci sono andato da solo
beato te
si infatti sono stato da dio
e ci credo
poi se mi incontravi il mese scorso ti sapevo dire quello che ho provato
adesso me lo sono scordato
perchè
e mi sembra il caso di ribadirlo
la vita fa schifo
e le persone pure
concordi?
concordo
vado a prendere la corda, tu lo sai fare il cappio?
sisi
io qui fuori ci ho anche la trave
quando ti va passa pure
però in tempi brevi
ok appena possibile
avrei una certa urgenza
lei capisce
capisco
vedrò di fare il possibile
la prego, una mano sulla coscienza
ma certo
allora non mi preoccupo
no nn si deve preoccupare
e le persone sono cattive vero?
molto
molto cattive

si
lo sa perchè quel mio amico ha cominciato ad ignorarmi?
perchè questa estate stavo sempre male
quindi gli rovinavo le serate
che persona squisita
le persone sono anche stupide oltre che cattive vero?
molto
ora lei capisce la mia urgenza ancora meglio
e le tralascio la vicenda del cuore scassato
perchè oltre ad essere surreale è anche molto lunga
tralascio la stessa storia anche a lei
quindi anche lei avrebbe urgenza non lo neghi
nn lo nego
quando si potrebbe fare allora?
nn saprei ma prometto che sarò celere
me lo auguro
insomma cioè ce lo meritiamo
è inutile andare avanti
ce lo siamo meritato
ed è giusto pagare la giusta penitenza
si ce lo siamo meritato potevamo evitarlo e invece...
vabbè c'è chi è convinto che un po uno sempre se la cerca
io ho avuto dei forti sospetti
non lo nego
io si..io me la cerco
ma li ho ignorati
e allora bisogna che io punisca la mia miopia
potrei semplicemente cavarmi gli occhi
sarebbe troppo semplice
ma sono sicuro che il desiderio poi arriverebbe lo stesso, magari da un altra parte
quindi è meglio rimettere tutti i peccati
una volta e per tutte scampare le tentazioni
fare ammenda privata
e condannarsi all'ergastolo
fuori dalla carne
fuori dagli occhi
fuori di sè
fuori e basta
userò questa conversazione per il mio blog
grazie per la collaborazione
e di che
le garantisco l'anonimato
almeno un utilità l'ho trovata

vabbè quindi alla fine ho vinto io
la depressione è bella l'infelicità è gioia
si hai vinto
e tu finalmente sei passata al lato oscuro della forza
ebbene si
allora salutiamoci ora prima che sia troppo tardi
per non avere l'altro sulla coscienza
infatti si...
è stato un piacere fare la tua conoscenza
anche per me
leggi i giornali, sezione cronaca nera
non si sa mai
lo farò
arrivederci e grazie allora
fallo anche tu nell'evenienza
arrivederci
cordialità
saluti

giovedì 12 ottobre 2006

Pay Attention

Uscire dal lavoro e andare in libreria. Comprare per comprare. Scegliere un libro di DeLillo e uno di Dostoevskij. Considerare fra sè che 12 euro per le "Notti Bianche" forse sono un po eccessivi ma sono qui per comprare quindi non importa. Andare alla cassa e pagare. Continuare a pensare ad altro. Tornare in ufficio e aprire la busta con i libri: trovare Bertolt Brecht al posto di DeLillo e accorgersi che Dostoevskij ha il testo russo a fronte. Essenziale testo russo a fronte. Il cerchio si chiude. A chi mi chiederà se conosco il russo dirò direttamente che faccio acquisti sotto l'effetto di psicofarmaci.

Для разрешения конфликтных ситуаций и споров, возникающих в семье, необходимо обратиться к специалисту. С его помощью можно защитить свои интересы, интересы несовершеннолетних детей и собственности, избежать в дальнейшем нежелательных судебных тяжб, отнимающих силы, время и деньги.

Saluti

mercoledì 11 ottobre 2006

Sono un monumento dedicato al surreale

Sono la pietra di paragone del paradosso.
Sono il campione dell'improbabile.
Sono il massimo riconoscimento dell'assurdo.
Sono il primo premio del concorso "cose che capitano assai difficilmente".
Non l'avrei mai immaginato possibile, nemmeno due anni fa ci avrei sperato. Però sono stato contento, oggi. Contento che tempo è passato ma le cose sono cambiate poco. Contento ma perplesso: in fondo sono sempre stato quello pesante, ho sempre avuto la repuatazione di uno che pensa troppo. Finirà che ti verrò ancora a trovare. Ma di nuovo non avremo nulla da dirci. Ci siamo incontrati ma non era stato previsto e allora c'è stato poco di cui parlare. Magari la prossima volta andrà meglio. Oppure ti do l'indirizzo di questo blog così mi dici cosa devo scrivere su di te. Tanto è, che tutto si ripete sempre, soltanto con qualche modesta variazione che fa riscontrare l'assurdità del fatto rispetto al modello pensato. Tutto è così imprevisto eppure così semplice, normale, facilmente spiegabile. Su tutto un unica parola : BOH!

sabato 7 ottobre 2006

Materiale di repertorio

Paga il tuo riscatto con banconote segnate dal tempo, sali in macchina e parti verso il passato, resisti alla tentazione di fare una sosta all'ombra dei tuoi ricordi, non fermarti nemmeno quando ti sembrerà di non aver più niente da ricordare, da rivivere. Questo è tutto ciò che ti sei guadagnato, è il credito che puoi riscuotere da te stesso. Ti eri debitore di una spiegazione. Ora non sai se hai quella giusta; sicuramente hai quella che ti serviva. Mentre la musica cresce di intensità e vibra e percuote l'aria: non ti fermare. Arriverai in un posto lontano da casa. Sarà il nuovo centro dell'universo. Lì dove tutto è ed è stato: ciò che sarà dipenderà solo da te. Da quanto sarai disposto a pagare. Non vuoi più tornare indietro convincitene. Decidi in un istante che la tua casa si trova da quella parte, nella direzione opposta rispetto a dove era prima. Ora hai un obiettivo; fallirlo vuol dire vivere. Continuare a vivere. Vivere è viaggiare e nient'altro. Sentirai di essertelo meritato, stavolta. Continuerai ad andare ed andare, e ogni passo mosso verso casa la renderà più distante. Perduto nel tempo hai trovato la motivazione che cercavi. Crolla la frustazione, si sbriciola la pressione che sentivi chiuderti gli occhi. Devi solo continuare ad andare. Camminare anche quando non ci sarà che strada da camminare. La tua coscienza è polvere: lo sputo dei tuoi sensi di colpa è secco e non la tiene più insieme. Erano passeggeri troppo pesanti per la tua andatura. Non hai più bisogno di loro. Hai te stesso, i tuoi ricordi, la tua strada e una casa a cui non tornerai: è il tuo piccolo prezioso universo, teso all'infinito e in perfetta armonia col suo demiurgo. Finalmente vedi tutto questo e ti è chiaro ciò che non riuscivi a capire: hai bisogno di stare da solo.Lontano

mercoledì 4 ottobre 2006

Là, dove vita vera e surreale si intrecciano

Ogni volta che rimango solo in casa per più di quattro giorni consecutivi vengo colto una strana impressione, Mi sembra che tutto repentinamente muoia nel giro di pochissimo se affidato alle mie esclusive cure. Il basilico muore. Il prezzemolo muore. La piantina vomita l'acqua che gli metto e mi allaga la cucina. Il cibo marcisce più velocemente delle altre volte: il latte si quaglia dopo mezz'ora, forse per dispetto visto che non lo bevo più; la carne si fa marrone dopo un solo sguardo, quasi fosse sdegnata di essere il mio pranzo; il sugo ci mette anni a cuocersi facendo crescere in me il sospetto di essere in realtà della vernice rossa. Tutto mi sembra sporco e divento diffidente perfino della luce: mi rintano nella mia stanza a leggere nell'oscurità nonostante fuori ci sia ancora estate: ho le persiane rotte, se le apro cadono. Le avrò rotte io tre giorni fa, comincio a pensare. Vedo insetti ovunque. Mi dimentico che esiste la muffa se lascio fuori dal frigo le cose: me ne accorgo quando ormai non posso più non accorgermene. Butto tutto nella spazzatura e mi costringo ad andare al secchione. Tornato in casa comincio a pensare che sia io ad emanare una vibrazione negativa, un odore mortale. Dovrò bruciare casa, suppongo. Per pigrizia rinuncio al proposito e esco per andare al lavoro. Passando vedo il cassonetto che vomita. Gli tiro le mie pasticche scadute.

martedì 3 ottobre 2006

Anonimo Anonimo... Anonimo un CAZZO!

Che uno si sceglie il nome anonimo e ci mette pure l'articolo davanti: L'Anonimo. E fino a qui tutto fila. C'era anche un bel ragionamento sulla contraddizione di definirsi tali (cioè anonimi e indistinguibili) e poi personificarsi in uno di essi (proprio in un solo anonimo): ma non è di questo che sono qui per parlare. Io voglio semplicemente sapere come hai fatto a trovare questo blog: cioè , appunto, non è bastato cercare di essere anonimi fin dal principio (e dichiararlo fin nel dominio) ma questo blog lo conoscono 3 e ripeto 3 persone di numero. Guarda ti prego dimmi come l'hai trovato altrimenti mi scoppia il cervello, shiny stat non mi aiuta a riguardo. Il post lo cancello stai tranquillo, anche se a malincuore perchè era davvero divertente. Ammetto che fosse un post abbastanza scorretto ma mettiti anche nei miei panni (a me questa cosa che uno mai visto e conosciuto abbia trovato sto posto tra i milioni di altri presenti e che per giunta questa persona abbia anche il mio numero di telefono e che per di più sia coinvolto più che direttamente nell'argomento del post, ma che dico, che praticamente sia l'argomento di quello,mi manda ai pazzi). Cmq davvero fammi sapere come ci sei arrivato. Che altro...mandami una mail (visto che il mio indirizzo ce l'hai e ne hai abusato finora) oppure richiamami se vuoi altri chiarimenti sulla vicenda: oggi andavo un po di fretta e mi hai preso alla sprovvista, però se ti interessa la mia versione dei fatti chiamami pure(meglio però se lo fai la sera dalle 20 a mezzanotte che prima o sto in casa o sto in giro e, rispettivamente, in casa non mi prende il telefonino e in giro non credo che sia discreto far sapere a tutti i cazzi nostri, ma sopratutto tuoi).
Soprattutto non voglio perdere l'unico contatto che provenga al di fuori di Roma (butto un occhio anche alle pubbliche relazioni)
Al che uno potrebbe dire: ma chi te lo fa fare?
Non muovo ciglio e rispondo che è subito scattata in me una forte solidarietà maschile e, non indifferente, la prospettiva di fare da testimone chiave nell'intera vicenda mi affascina.
E poi dai fate la pace e non perdete di vista questo blog: sono disposto a farvi da padrino alla nascita di un eventuale pupo. Oppure fate come vi pare.

(se non sei d'accordo con quanto ho scritto questa volta dimmelo che cancello tutto: ormai qui decidi tu. Anzi decidi tu: stasera che mangio?)

lunedì 2 ottobre 2006

Vorrei ma non posso

Mi hanno invitato ad una manifestazione e ci sono andato. Già questo dovrebbe essere un fatto rilevante se non fosse che la manifestazione era in onore e in battaglia di certi operatori di call center precari (non ho raccolto ulteriori particolari nella mia memoria a breve termine, supponendo che venerdì scorso sia un breve termine). Io sono precario, ma ormai va di moda quindi non starò qui a discutere di questo. Mi limiterò piuttosto a fare un elenco dei lavori che mi piacerebbe fare e che il sistema non riconoscendo il mio talento le mie potenzialità e le mie conoscenze non mi permette di fare. Questa è la vera condizione precaria e frustrante del giovane di oggi:

  • lettore professionista;
  • degustatore d'acqua;
  • montatore di mobili ikea;
  • comparsa teatrale nell'unico ruolo di personaggio che dorme su divano in fondo alla scena (volendo posso fare questo ruolo anche in performance dal vivo);
  • prete non disposto però a lavorare di domenica (è giorno del Signore per tutti);
  • passeggero di compagnia per lunghi viaggi;
  • consulente.

Potrei dilungarmi a lungo nella spiegazione dettagliata di ogni mestiere, ma non ci ho voglia: questo fa sicuramente di me una persona determinata e capace di portare a termine un qualsiasi lavoro(sono la vostra risorsa umana perfetta, non fatevi scappare questa occasione). Ho voglia di leggere e così facendo cercare di diventare un lettore di professione: a questo scopo leggo solo in pubblico. La prossima volta, invece di andare ad una manifestazione o mettermi a scrivere un post del genere è meglio se mi cerco un lavoro. Uno serio intendo.

Saluti.

mercoledì 27 settembre 2006

Fa che non sia una sua mail

Dico un sacco di cose in questi giorni ma, se venisse qualcuno a chiedermi se davvero le abbia pensate o dette io, allora sono più che certo che stenterei a rivendicarne la paternità. Dico delle frasi che non avevo neppure immaginato si potessero dire ad un' altra persona: potere dell'emozione, dell'amore forse? No? Semplice ispirazione del momento? Impulso o raziocinio?

Se avessi risposto ad ognuna delle mail che mi sono arrivate nell'ultima settimana seguendo il mio istinto e digitando le parole che mi si affacciavano alla bocca intenzionate a schiantarsi di fuori sono sicuro che ora ci sarebbe una persona molto offesa e con una pessima reputazione del sottoscritto. Quindi, lezione numero 1: per rispondere ad una mail di S. scartare sempre l'impulso. Passiamo allora al raziocinio.
  • Lasciare passare alcuni minuti dall'arrivo della mail ancora prima di leggerla: bisogna infatti abituarsi al fatto che ci sarà scritta una brutta notizia, oppure una bella notizia che nel giro di poche ore cambierà la sua natura grazie ad una assurda concatenazione di eventi passando da "rosea prospettiva" a "cataclisma\apocalisse emotiva".
  • Aprire la mail trascurando l'oggetto e tenere costantemente presente che si ha a che fare con un essere volubile confuso e vulnerabile: una 19enne.
  • Leggere la mail.
  • Leggere di nuovo la mail sottolineando con una bestemmia le eventuali contraddizioni presenti (test scientifici dimostrano che le bestemmie saranno sempre un valore maggiore uguale a 3,2 per mail)
  • Leggere infine la suddetta per l'ultima volta in maniera calma e composta facendo finta che non sia la propria casella di posta (t'oh c'è posta per l'Anonimo)
  • Alzarsi ed andare a fumare una sigaretta anche se si è smesso da 9 mesi 26 giorni e 19 ore circa (Stima approssimativa)
  • Sfogarsi col posacenere a piantana, i cartellini delle presenze e l'estintore.
  • Recarsi di nuovo all'apparecchio carichi di una sicumera derivante dall'approvazione suscitata nell'estintore dalle tue tesi sul rapporto di coppia
  • Respirare profondamente
  • Prendere un sacchetto di plastica (munirsi precedentemente del suddetto) e riporvi la propria di dignità
  • Cominciare a scrivere la più cupa castrante avvilente carica di presagi mortali mail sulle sorti della tua persona in seguito alle di lei azioni.
  • Scrivere frasi così ad effetto che neppure Gigi D'Alessio le userebbe mai per una sua canzone.
  • Strapparsi il cuore e grattarlo sulle corde di una chitarra per suonare una serenata (supergiù)

Ecco.

Ecco perchè poi rileggi quello che hai scritto dopo poche ore e pensi di non poter essere stato tu.

Ecco perchè cominci a provare per te un sincero disprezzo culturale.

Ecco perchè non comprendi davvero chi te lo faccia fare (ma quando glielo senti dire impazzisci di rabbia).

Il dado è tratto e non resta che mettersi al riparo; l'elmetto in testa e le dita nelle orecchie:da lì a poco attererà una bomba nella tua cassella di posta.

giovedì 31 agosto 2006

Tentativo di consapevolezza ovvero spurgo

"Fa un favore: chiudi la porta. Chiudi la porta e chiudila a chiave. Per sempre: chiuditi in questa stanza e una rinuncia una volta per tutte a voler uscire di qui; mettici una pietra sopra. Una bella grossa pesante pietra sopra la tua schiena. Se ci riesci spezzati la spina dorsale, fracassati i dischi, sputa fuori tutto il midollo spinale. Rassegnati al pavimento. Sta lì e soffri per le tue colpe. Non urlare, non parlare, non fiatare proprio. Non lamentarti: fai una cosa per bene per una volta; falla senza pernsare a niente altro.Segui un consiglio: concentrati solo sulla tua miseria e sulla tua pochezza. Non cercare belle parole o concetti intelligenti. Non metterti a pensare a quella canzone, proprio quella che ora ti aiuterebbe a descrivere la tua situazione. Stronzate, sono solo stronzate. Non sei neppure in grado di startene zitto e fermo a farti mangiare il cervello dal verme.
Vuoi essere simpatico e buffo e vuoi prenderti le risate e gli occhi sereni. Vuoi il tuo pizzico di senso. Ma tu non sei questo. Tu non sei loro. Tu non sei alla loro altezza.
Sei qualcosa di brutto e perciò non devi farti vedere. Pensa a te come ad uno scarafaggio e stattene sottoterra, in un posto buio, perchè la luce è fatta per chi vuole vivere, per chi ha sangue in corpo e non miseria. Codardo. E in quanto codardo sei destinato alla fuga. Via, lontano. Non metterti a stringere mani a guardare ragazze a quanto è bella una canzone a come potresti farti rapire il cuore da un paio di occhi verdi a come se. Sai ancora scappare e lo sai fare bene. Ritroverai i tuoi simili in una stanza come questa, finiranno tutte per somigliarsi: uno sorta di codice abitativo della vostra tribù. L'avete già riempita con tutte le stronzate colorate che vi sono passate per le mani: più sono colorate più sono inutili; e più ne avete radunate. I vostri surrogati delle emozioni. La vostra plastica.
Anestetizzati ubricati muori. Ma fallo in silenzio e da solo perchè ora avrebbero solo compassione per te. Ora è troppo tardi. Li hai disprezzati, ma loro in segreto disprezzavano te; non credi avessero una buona ragione per farlo? Pensavi di essere migliore, IL migliore, ma questo non importa a nessuno. Ci sono cose più importanti a cui pensare: ogni cosa è molto più importante. Hanno fatto bene a lasciarti solo. Se prima era per dispetto ora è per diritto. Diritto di scegliere la migliore compagnia.
Allora me lo fai questo favore? TI chiudi per sempre in quella stanza?"

"Ti prego altri cinque minuti. Stavolta giuro che..."


"Ma crepa. Io me ne vado."

martedì 29 agosto 2006

Vuoi vedere che...

E così, zitto zitto finisce che capisco pure qualcosa di me oggi.
Oggi ho imparato che sono un cretino (si si proprio un cretino). Sarà successo una ventina di minuti fa, nel frattempo la Svezia faceva uno a zero e io capivo di essere un cretino. Le due cose non sono necessariamente collegate tra di loro (spero). Che poi ci ero già andato vicino a capirlo ieri sera, quando ho capito che dopo due anni non avrei più chiamato il mio dentista sfilandomi una inutile fascetta di alluminio da un dente (anche se ho pensato che fosse una specie di microtrasmettitore per conoscere la mia posizione in qualsiasi momento: caro dentista se è così ora sarai alquanto disorientato). Non è che abbia una motivazione particolare per non chiamarlo: credo che il ricordo del gigantesco ascesso che mi ha fatto venire sbagliando un'estrazione nel 2003 sia stato un fattore determinante; non so perchè. Comunque lì per lì mi sono detto: beh si sei solo pigro ma hai fatto qualcosa di non più rimandabile stasera. Okei. Poi nel sonno ho fatto un sogno nel sogno (che di queste cose non me ne capitano mai) e sono tuttora convinto che in quel sogno mi venisse rivelato il senso della mia vita. O volendo anche della tua. Peccato che me lo sia dimenticato: mi ero svegliato dal primo sogno e mi ritrovavo nel secondo cioè nel primo (boh) e allora ho detto:ehi ma è così che stanno le cose me ne devo assolutamente ricordare e vuoi vedere che avendo chiuso un conto col passato il mio subconscio mi ha voluto ripagare e ora sarò pronto per capire cosa voglio o meglio cosa vuole fare il mio subconscio nella mia vita? Ma così non è stato e ho dormito all'incirca altre 8 ore. Tutto questo per dire che ho capito che quella tipa che prende il 542 tutte le sere insieme a me non saprà mai chi sono e quanto la potrei annoiare perchè sono un cretino. Solo ed unicamente per questo motivo. Ma ammetterlo mi sembra già abbastanza.
Dice: e perchè lo scrivi qui?
Perchè spero che in un futuro lontano io mi possa rendere conto della persona che ero.
Dice: Potevi farti un post-it allora.

Saluti

lunedì 28 agosto 2006

Patti chiari

E così è successo. In casa mia è comparso un quotidiano. Non succedeva dal giorno dopo la vittoria dell’Italia ai Mondiali, ma quello più che un giornale era un feticcio. Colto dallo stupore ho pensato di dare un occhiata ai contenuti ma essendo ancora troppo intontito dal sonno non mi riusciva di mettere bene a fuoco nessuna notizia che non fosse sportiva (è una scusa plausibile dai): la rubrica sport è piena di tabelle e quindi più facile da consultare (anche se no io non seguo il calcio ma per un dono innato riesco a dire in quale squadra militi un qualsiasi giocatore, sarà una specie di caratteristica innata boh). Stavo quasi per richiudere quando (aprendo a caso) ho notato un articolo di carattere sociale in cui si definisce, ancora uno volta perché proprio se ne sentiva il bisogno, la generazione dei Giovani.
Ora. La tesi che viene proposta è che i giovani(si proprio tu io e il tuo amico seduto vicino a te) rinunciano a fare figli, da lì la definizione di Generazione NO figli (uh che fantasia). Non avendo le giuste diottrie per leggere quei piccolissimi caratteri tipici dei quotidiano mi sono concentrato sulla tabella riportata sopra una gigantesca foto di un Lui e di una Lei (in chiara crisi familiare anche se totalmente sconosciuti uno all’altro). La tabella riportava le seguenti motivazioni:
lui dice no alla prole perché questa intralcerebbe suoi sogni di carriera e diventare una gran rottura di cazzo quando vuole andare allo stadio la domenica (su per giù).
Le motivazioni della donna sono invece di altra natura: non vogliono sentirsi troppo legate ad un uomo (chiamata anche libertà di cazzo) e (credo fondamentalmente) non vogliono avere a che fare con un botolo mangia trippa (e probabilmente anche molto antipatico).
Tutto ciò ha prodotto in me la seguente reazione: Embè? (Embè sta un po’ come a dire grazie al cazzo se non si fosse capito).
Ora io penso che non avere figli sia veramente e finalmente un atteggiamento costruttivo e consapevole che forse riuscirà ad imporsi come modello sociale (ma anche no purtroppo).
Tralascio l’ipotesi radicale ma purtroppo poco realistica dell’estinzione completa della razza umana (anche se resta una ipotesi affascinante).Credo che la generazione attuale non abbia la maturità per essere genitore semplicemente perché è troppo abituata a fare da figlio. La vedo così: i nostri padri ci possono insegnare qualcosa o almeno quelli che hanno 50 anni perché loro le cose le hanno fatte per davvero e perché nella maggior parte dei casi sanno di cosa parlano; ma poi ho provato a pensare ai padri che ora hanno 40 anni, ovvero quelli che avevano 20 anni nel 1986 (okei ora pensaci anche tu…visto?): cosa insegnano ai figli di 16-20 anni? Quanto era figo il Drive-in? O di quanti litri di spuma si sono bevuti tutto in un sorso? O magari gi raccontano di quanto fosse figo il primo Nintendo o quanto erano fighi i Duran Duran (ho adottato un registro consono agli anni 80 per questo periodo).
Quindi, di rimando, io… (e come me penso e spero ce ne siano altri) che cosa gli vado ad insegnare a mio figlio (che pure io non è che ci abbia capito poco più di un cazzo)?
Che faccio, gli insegno a fare il doppio passo con Ronaldinho sulla PS2?
O magari gli passo la lista dei miei siti porno preferiti?
O sennò, aspetta aspetta che mi è venuta…no non mi è venuta.
Io spero che le future dispute familiari sul fatto di avere o non avere figli si risolvano sempre così in futuro:

Donna:Ho un desiderio di maternità.
Uomo: Lasciami l’utero sul comodino e mandami una mail.

E a ruoli inversi

Uomo: Ho un desiderio di paternità.
Donna: Piuttosto ti do il culo.
Uomo: Affare fatto

Saluti.

venerdì 4 agosto 2006

Perchè la verità è che ho solo voglia di dormire. Dormire per rivivere il passato. Dormire perchè è facile da fare. Gogol. Stasera rileggo Gogol.

Saluti.

Nient'altro da aggiungere

Tutte e due a far qualcosa di importante, di unico e di grande
io sto sempre a casa, esco poco, penso solo e sto in mutande.

Lucio Dalla.

Saluti

martedì 1 agosto 2006

Billy Joel ar Colosseo

Ma si può andare in 500.000 ad andare a vedere Billy Joel?
No dico, è quello che ha scritto la sigla di Sentieri...
Vabbè che era gratis, ma un po di amor proprio