Continuo a comprare libri, ma questa volta non c'è stato nulla di storto nell'acquisto. Continuo a comprare libri; questo è il fatto, innegabile, che vale come scontrino fiscale. Continuo ad accumulare pagine su pagine e sono sincero se mi dico che non sono acquisti puramente occasionali, che non sto comperando per l'ossessione di avere, per l'ansia di accumulare, per il piacere ambidestro del possesso: li compero per un bisogno mai così puro di sapere, per la voglia quasi infantile di sporcarmi le mani con tutto quell'inchiostro. Sperando così che di trovarlo ancora umido; tanto il calore con cui li sfoglio che vorrei mi si sciogliessero davanti: immagino così, per gioco, ad occhi aperti, ed ecco, le parole e le frasi intere cominciano a tremare per poi danzare sul loro posto, felici di piroette e di svolazzi, volteggiano per il foglio fino ad incanalarsi, a forma di imbuto, verso l'impugnatura e dal centro da sopra da sotto scivolano nelle mie mani ed io, finalmente, libero e potente getto questa acqua nera, di storia e di passione, di lettere a migliaia, sul mio viso assetato di emozione. Luce. Rinfrancato appagato e improvvisamente sveglio, quasi accecato dalle idee di persone sceltissime o anche no che per secoli hanno scritto affidando le loro epoche al narrare muto della carta. Capisco che per me un libro, sopratutto ora, è un amico. E mi scorrazza - mi sollazza si confida mi ispira - respira nuota e mai annega - e si confida e mi porta via con sè; io con lui - che non esco mai - volo via, un mondo più in là - pronto a guerreggiare ad osservare a nascere ad onorare ad infierire - insomma - a mischiare il mio naso tra milioni di altri nasi, tra milioni di altre storie. Mi ritrovo con un fine settimana alle porte e qualche migliaio di pagine scritte, tutte comprate una sull'altra - tutte a caro prezzo e senza nessun senso di colpa. Mi ritrovo con la mia barricata di carta tenuta su dall'inchiostro che si secca; in questa solida fortezza di immaginazione. Mi preparò così a questa guerra settimanale tra ciò che è giusto per me e ciò che dovrei fare come gli altri. Non resta altro che scavare trincea nel solco bianco tra due righe e da lì attuare la mia divertita resistenza.
Saluti